Economia
Lunedì 23 Febbraio 2026
Prezzi e redditività: l’equilibrio fragile del mercato dell’EVO
Tra volatilità dei listini, costi crescenti e nuove strategie di valore
di Giulia ErcoleÈ quanto rilevato a dicembre dall’Osservatorio mensile di Certified Origins, che evidenzia anche un incremento nella domanda di EVO italiano, stimolato dall'aumento dei prezzi dell'olio extra vergine di oliva spagnolo.
di Redazione Oil MeridianIn Italia quest’anno è attesa una produzione olivicola inferiore a 300mila tonnellate, sempre sotto la media nazionale, ma comunque in crescita del 23% rispetto al raccolto dell’anno precedente. Nei primi giorni di dicembre il mercato italiano si è stabilizzato, con un prezzo di circa 8,50 €/Kg, ma la corsa agli acquisti per fare le scorte per il resto del mese e i primi mesi del 2024 ha portato il prezzo a 9,30 €/Kg (valori medi). È quanto rilevato dall’Osservatorio di Certified Origins, realtà leader a livello mondiale nella produzione e distribuzione di olio d'oliva extravergine certificato (IGP e DOP), oli mono-origine e blend, che offre mensilmente una panoramica sui principali mercati del Mediterraneo.
In Spagna, primo produttore al mondo di olio d’oliva per volumi, la carenza di scorte dall’anno precedente e la seconda raccolta consecutiva ben al di sotto della media mantengono alto il valore del nuovo raccolto iberico influenzando di conseguenza il prezzo dell’olio a livello globale e trainando la domanda di olio EVO italiano.
Fattori come l’incertezza di mercato, ancora in continua evoluzione, la mancanza di scorte e raccolti scarsi suggeriscono che la produzione, sia italiana sia globale, potrebbe essere insufficiente a soddisfare le esigenze di tutti i mercati nel corso del 2024.
Italia
Nel Sud Italia, dove si concentra la maggior parte della produzione del Paese, la situazione attuale mostra che, in particolare in Puglia, la raccolta è in linea con le previsioni di qualità. Anche in Sicilia, le stime sia in termini di produzione media sia di qualità sono rispettate. In Calabria, invece, si osserva una tendenza alla riduzione, sia nella quantità sia nella qualità, rispetto agli anni precedenti.
Spagna
Le condizioni climatiche favorevoli dell'autunno scorso hanno portato i produttori spagnoli a prevedere un modesto aumento nella produzione di quest'anno, con una crescita del 15%. Tuttavia, questo risultato è ancora inferiore alla media degli ultimi quattro anni, con un calo del 38%. La carenza di volumi dalla Spagna apre un’opportunità per incrementare l’export da parte di altri paesi leaders storici del settore come Italia, Grecia e Portogallo, insieme ad altri importanti aree produttive del Mediterraneo.
Grecia
La naturale alternanza produttiva degli olivi, che quest'anno hanno avuto una fase di riposo dopo la stagione eccezionale del 2022/23, unita alle estreme condizioni meteorologiche estive, ha portato i produttori greci a stimare un marcato calo nella produzione di quest'anno. Si prevede una riduzione di circa il 40% rispetto alla raccolta precedente e del 28% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. La qualità dell'olio prodotto quest'anno influenzerà significativamente i prezzi sul mercato dell'olio greco.
Tunisia, Marocco e Turchia
I produttori tunisini hanno tratto vantaggio delle tanto attese piogge autunnali e da rendimenti migliori, grazie ai nuovi investimenti in frantoi e tecnologie. Per la stagione attuale, prevedono un raccolto di circa 200mila tonnellate (+22%). Anche in Marocco le stime sono positive, con previsioni di 171mila tonnellate (+10%). Qui, a causa degli alti prezzi attuali dell’olio d’oliva, i produttori destineranno ai frantoi una parte delle olive normalmente utilizzate per l’olio da tavola, aumentando così la loro produzione. La Turchia, diversamente, sta affrontando previsioni negative a causa del raccolto eccezionale dell'anno scorso, una primavera insolitamente piovosa e fredda, e il grave terremoto dello scorso febbraio che ha danneggiato l'intero settore agroalimentare. Di conseguenza, si prevede un raccolto di circa 180mila tonnellate, con un calo significativo del 57% rispetto al 2022/2023.
“Il mercato riserva ancora diverse incognite, tra cui le richieste dei consumatori, i blocchi alle esportazioni da parte di Turchia e Marocco, le instabilità politiche e un clima sempre più imprevedibile, che nel complesso potrebbero portare a nuove sfide per il settore – osserva Giovanni Quaratesi, Head of Corporate Global Affairs di Certified Origins – I nostri esperti si aspettano che entro la fine di quest’anno e l’inizio del 2024, potrebbero verificarsi ulteriori oscillazioni, sia nel mercato sia nella domanda. Ciò rende estremamente complesso fornire previsioni a lungo termine accurate, in particolare per quanto riguarda i prezzi, che si prevede potrebbero stabilizzarsi solo nel secondo trimestre del prossimo anno, a raccolta ultimata”.

Tra volatilità dei listini, costi crescenti e nuove strategie di valore
di Giulia Ercole
Certificazioni, controlli e tecnologie per garantire autenticità
di Lavinia Furlani
La nuova normativa obbliga la registrazione di ogni consegna al frantoio entro 6 ore dall’acquisto: un passo avanti contro le frodi, a tutela della filiera e dei consumatori.
di Emanuele Fiorio
Un'analisi dettagliata delle previsioni di produzione nei principali Paesi produttori UE ed extra-UE, tra clima estremo e qualche segnale di ottimismo.
di Emanuele Fiorio
Per garantire un livello minimo di scorte fino al 31 ottobre, l’Italia dovrà importare oltre 150.000 tonnellate di olio EVO, di cui il 70% dalla Spagna.
di Emanuele Fiorio
La Spagna considera l’olio un “bene di prima necessità” e azzera l’IVA per contrastare i rincari. L’Italia dovrebbe considerare misure simili?
di Emanuele Fiorio
Dal 2010 al 2020 aumento significativo del numero di aziende olivicole nel Nord Italia, ma nel Centro e Sud Italia un terzo delle aziende hanno chiuso i battenti.
di Emanuele Fiorio
L’olio EVO stoccato è inferiore del 26% rispetto al 2023, le riserve attuali sembrano insufficienti per coprire il fabbisogno fino alla prossima raccolta.
di Emanuele Fiorio
Promozione, export, educazione, potenziale salutistico: la strategia congiunta tra industria, filiera e istituzioni è cruciale per il settore dell'olio d'oliva.
di Emanuele Fiorio
L'Associazione Nazionale Città dell'Olio ha promosso un primo tavolo tecnico. Obiettivo? Definire una proposta di legge nazionale per contrastare l'abbandono dell'olivicoltura tradizionale e storica.
di Emanuele Fiorio