Oleoturismo

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Venerdì 12 Aprile 2024

Oleoturismo: rapporto 2024 e nuovo portale dedicato

Dati, prospettive e un nuovo portale già attivo dedicato all’oleoturismo con una offerta di oltre 300 esperienze selezionate.

di Emanuele Fiorio

Scheda tecnica

In occasione del prestigioso concorso Ercole Olivario, lo sforzo congiunto delle associazioni Città dell'Olio e Unaprol-Coldiretti, con la collaborazione della docente universitaria Roberta Garibaldi, è culminato nella realizzazione di un rapporto annuale e nel lancio di un portale web dedicato esclusivamente all’oleoturismo, in grado di offrire più di 300 esperienze selezionate, con la possibilità di acquistare pacchetti turistici offerti dalle aziende leader del settore.

Il rapporto dimostra un interesse marcato verso esperienze autentiche, legate alla produzione dell'olio: visitare un frantoio non è solo un'attività turistica ma un'immersione nella cultura e nella storia locale e nazionale. "Questo turismo è una grande opportunità per dare valore al prodotto - fa sapere Michele Sonnessa, presidente Città dell'Olio - dobbiamo far percepire il plus dell'extravergine".

Il rapporto annuale sul turismo dell'olio d'oliva fornisce dati preziosi sull'attrattività del settore e sulle best practice individuate tra le aziende italiane che si sono cimentate nel turismo dell'olio extravergine di oliva.
La piattaforma, che è stata lanciata ufficialmente con il rapporto, permette agli utenti di esplorare e prenotare direttamente esperienze legate all'olio, da degustazioni guidate a soggiorni tematici in dimore storiche immerse tra gli olivi. Nicola Di Noia, direttore di Unaprol e amministratore unico della Fondazione Evooschool, ha sottolineato la necessità di formare nuove figure professionali nel settore dell’oleoturismo per sfruttare al meglio queste opportunità di crescita.

I dati parlano chiaro: l'esperienza in frantoio piace più agli over 65 anni (23%), percentuale che scende all'11% tra i 18-24 anni e al 10% tra i 25 e i 34. La sfida è quindi quella di trasformare questa nicchia in un trend mainstream. 

Dai numeri emersi, è evidente il forte legame tra olio e patrimonio storico: il 73% dei turisti enogastronomici vorrebbe visitare un frantoio storico, il 72% ambirebbe al soggiorno in una dimora storica con oliveto e orciaia al proprio interno e il 59% visitare un museo dedicato allextravergine.

Il 72% degli intervistati esprime il desiderio di acquistare olio a prezzi vantaggiosi direttamente dai produttori e il 70% di assaporarlo in abbinamento con prodotti locali.

L'interesse verso il turismo attivo è altrettanto forte, il 70% degli intervistati vorrebbe vedere come si produce, il 64% parteciperebbe volentieri alla raccolta delle olive e il 65% sogna una cena a lume di candela tra gli oliveti.
Il 57%, punterebbe a centri benessere che offrono trattamenti all'olio e il 70% vorrebbe provare al ristorante diverse tipologie di olio in abbinamento ai piatti degustati durante la cena. 

L'oleoturismo rappresenta dunque non solo un'occasione per valorizzare un prodotto di eccellenza come l'olio extravergine d'oliva, ma anche per promuovere un turismo attivo, salutare e sostenibile che celebri la biodiversità, la storia e la cultura italiana. Con queste premesse, il futuro dell'oleoturismo appare promettente, in grado di offrire nuove opportunità di sviluppo per le comunità locali e di arricchimento culturale per i visitatori da tutto il mondo.